Agenzia investigativa


Ogni caso è un arricchimento per tutti coloro che lavorano nella Agenzia investigativa. Un’occasione di crescita non solo professionale, ma anche personale.

Ogni Agenzia investigativa è osservatorio del decadimento dei costumi,

ma anche dell’inesauribile capacità di riscatto del genere umano.

         Nel mio mestiere vedo passare le “peggio cose” dell’umanità, ma c’è sempre il rovescio positivo della medaglia a confortarmi: ciò che mi offrono i clienti con la loro sensibilità, con il loro desiderio di sapere per non sbagliare, con la loro pazienza e comprensione verso esperienze spesso terribili, con la loro capacità di reagire.

         Quando affronti un caso, sia che si tratti di omicidio sia che tu debba pedinare un coniuge infedele, il tuo cliente ti vede spesso come un eroe capace di combattere una battaglia al suo posto. In realtà non è così: l’eroe è il cliente che è riuscito e riesce a resistere all’assedio, a mantenere la posizione senza cedere. Tu, detective, sei solamente la cavalleria che interviene in forze o l’artiglieria pesante in grado di sparare un efficace fuoco di sbarramento.

         Questo aspetto eroico della clientela dell’Agenzia investigativa emerge tanto più fortemente quanto più complicata è l’indagine che ti viene affidata. Mentre lotti per la causa del cliente nel modo più distaccato e professionale possibile, ogni piccola battaglia persa (nell’insieme della grande guerra investigativa che stai combattendo) è un motivo per avvicinarti ai sentimenti del tuo mandante. Se non mantieni la lucidità necessaria arrivi persino a essere più animosi del cliente nei confronti dei problemi che lo affliggono. Finisci presto per vedere nella controparte un vero e proprio nemico; e qui che devi fare attenzione: a differenza della tua clientela, tu sei come un’arma carica, capace di scatenare ingiusti flagelli, quando perdi il controllo.

         D’altra parte questo lavoro, se sei capace di apprendere dalle altrui esperienze, insegna molto. Impari sia dalle vittime che dai carnefici, sia dai traditi che dagli sleali, sia dagli onesti che dai disonesti, sia dalle brave persone che dai criminali.

         I secondi, in verità, hanno poco da insegnarti, se non il metodo in cui mettono in pratica i loro intenti malvagi, abbiano essi rilevanza penale oppure no.

         Invece sono le vittime a insegnarti molto, mentre parlano delle loro disavventure sedute davanti a te nella tua Agenzia investigativa, sebbene siano persone apparentemente più deboli e fragili e talvolta quasi annullate dalla loro sfortuna. Se sai osservarli attentamente, apprendi l’amore incondizionato verso partner indegni e figli ingrati, la strenua lotta in difesa di propri parenti e amici vittime di destini crudeli o ingiusti, la capacità di affermare le proprie convinzioni e di perseguire la giustizia nonostante tutto e infine la forza di vivere una vita apparentemente normale per non sottrarsi ai doveri verso chi ancora conta su di loro, nonostante le sofferenze li abbiano svuotati di ogni vitalità.