Occupandosi da decenni la mia agenzia investigativa di corruzione e tangenti, posso affermare che nulla ferma i corrotti, neppure il coronavirus.


La mia agenzia investigativa si occupa da 40 anni di tangenti e corruzione. E posso affermare che tentare di estirpare questi fenomeni è come scopare il mare.

La mia agenzia investigativa si occupa da 40 anni di tangenti e corruzione. E posso affermare che tentare di estirpare questi fenomeni è come scopare il mare.

Ho già avuto modo di scrivere di corruzione e mazzette. Molte aziende, clienti della mia agenzia investigativa, ne sono letteralmente afflitte e chiedono spesso il mio intervento per provare il livello di corruzione dei loro collaboratori. Talvolta questo livello è così basso da essere considerato accettabile e sono convinto che il monitoraggio delle tangenti sia l’unico modo di controllare i loro danni collaterali.

         L’unico metodo alternativo al lavoro d’intelligence della mia agenzia investigativa proposto dagli esperti aziendalisti è quello di far turnare i fornitori e non dare mai loro troppo lavoro, ma in questo modo si ottiene solamente di moltiplicare le transazioni tangentizie e di avere fornitori scarsamente motivati a migliorare la qualità di ciò che forniscono, perché il vantaggio economico che ottengono è molto relativo (dovendoci per di più pagare la bustarella).

         Essendomi occupato agli esordi della mia agenzia investigativa di indagini difensive o di parte civile su casi connessi a tangentopoli e manipulite, ricordo di aver previsto che tutto il lavoro dei giudici avrebbe solamente sostituito i personaggi e le metodiche tangentizie, ma mai fermato la corruzione. E purtroppo avevo ragione: nulla riesce a fermare il mondo sommerso della corruzione neppure la pandemia di coronavirus.

         Succede che in tempi di coronavirus il Comune di Nichelino deve attrezzarsi per la sanificazione dei propri edifici e si rivolge alle aziende specializzate in zona attraverso un proprio fidato dipendente comunale che non sarebbe poi così fidato. Infatti, l’uomo, nella sua veste di “presidente della commissione della gara regionale per l’affidamento dei servizi di pulizia di immobili e servizi accessori a ridotto impatto ambientale”, avrebbe intavolato una trattativa su quanto debba essere grande la sua mazzetta per affidare l’incarico a un’azienda di sanificazione pugliese presso la quale aveva lavorato il figlio.

Probabilmente in seguito a una segnalazione anonima (per esperienza presso la mia agenzia investigativa su casi di corruzione e infedeltà aziendale, la maggior parte di questi casi emergono su segnalazione) la Guardia di Finanza ha potuto cogliere il dipendente comunale e un dipendente dell’impresa di sanificazione in flagrante trattativa durante lo scambio di due mazzette da 5.000 e da 3.000 euro.

         Il Sindaco di Nichelino Giampiero Tolardo commenta indignato: “Non nascondiamo lo stupore per un comportamento che, se dimostrato, amareggia profondamente, aggravato anche dal tragico momento che sta attraversando il paese pure alla vigilia della Giornata della lotta alle mafie del 21 marzo prossimo”.

         Per questa volta l’ingranaggio corrotto è stato fermato, ma qualcuno spieghi a Tolardo che è come scopare il mare. Anzi no, probabilmente lo sa già.