È il sesso adultero che fa girare il mondo o, per i meno prosaici, l’infedele amore romantico.


         Neil Ferguson, lo scienziato consulente del Governo britannico per il covid-19, ha dovuto dimettersi perché in pieno periodo di lockdown (da lui stesso consigliato) si è incontrato con la sua amante trentottenne, Antonia Staas, sposata, con figli e abitante fuori Londra.

         Per un titolare di agenzia investigativa le scappatelle extraconiugali a rischio carriera, futuro, tranquillità, agiatezza economica e persino della propria stessa vita non sono una novità. Neppure il periodo di confinamento da coronavirus ha fatto eccezione. I localizzatori satellitari, piazzati prima del lockdown dai detective della mia agenzia investigativa Octopus sotto le autovetture dei nostri sorvegliati, hanno svelato gli irriducibili del sesso trasgressivo o del romanticismo infedele: un adultero su tre ha trovato il modo d’incontrare il proprio amante nonostante tutto.

Poi ci sono stati i casi estremi, quelli dove il comportamento incosciente è sfociato in quello criminale, mettendo a repentaglio le vite di ignari innocenti: un cliente della mia agenzia investigativa è stato addirittura narcotizzato dalla moglie, che non riusciva più a rimandare i suoi incontri clandestini. In un altro caso la donna con figli piccoli, approfittando dell’assenza del marito presso la dimora coniugale, riceveva i suoi amanti in casa, rischiando di contaminare i bimbi molto piccoli.

         Al di là del biasimo che si prova verso questi comportamenti, essi la dicono lunga su come la nostra sopravvivenza dipenda molto più dalla vita sociale e amorosa che da una mascherina anti covid-19. E la stessa cosa vale per gli animali non-umani a discapito di certe teorie etologiche sulle priorità tra sopravvivenza personale a quella di specie, basti pensare a cosa rischia un gatto ogni giorno per le sue gattine preferite, tanto da considerare la sua castrazione come un salvavita.

Come ebbi modo già di scrivere nel mio libro Agenzia Investigativa del Terzo Millennio: “Se qualcuno ha dei dubbi sulla serietà delle indagini matrimoniali, si domandi se preferirebbe essere tradito dal partner amoroso piuttosto che da quello in affari. Se, pur di tenersi il lavoro, sarebbe disposto a non vedere più i suoi figli o l’amato coniuge, mettendo a rischio la propria famiglia. La prova dell’indispensabile e delicata funzione di guardiano delle alcove coniugali del detective privato sta nel fatto che né l’abolizione dei reati di adulterio, né la riforma del Diritto di Famiglia, né le modifiche normative sull’affidamento dei figli e sull’assegno divorzile hanno ridotto significativamente la domanda alle agenzie investigative. Chi si rivolge all’investigatore privato per un problema d’infedeltà non cerca esclusivamente ristoro economico-giudiziario, ma anche psicologico-spirituale, …”.

         O per essere più prosaici: “Due lavori non conoscono mai crisi: il becchino, perché tutti dobbiamo morire, e l’investigatore privato matrimonialista, perché quasi tutti prima o poi tradiscono e si separano, se non muoiono prima”.