Per lavorare nell’agenzia investigativa Octopus occorre sensibilità verso i più deboli

Per lavorare nell’agenzia investigativa Octopus occorre sensibilità verso i più deboli

La statua di Indro Montanelli collocata nei giardini milanesi di Via Palestro è stata imbrattata nella serata del 13 giugno 2020 dagli attivisti di Rete Studenti Milano. Dal blitz dimostrativo si è innescata una forte contrapposizione che non c’entra niente con la tutela dei bambini nel mondo e neppure col razzismo, ma piuttosto è la solita bega sinistra contro destra tipica italiana. E nel caso specifico è una bega particolarmente sterile, perché non so chi vincerebbe se tracciassimo una riga su un foglio, scrivendo da un lato una lista di grandi uomini di sinistra e dall’altro un’altra lista di uomini di destra dai comportamenti schifosi.

Intendiamoci: Indro Montanelli è oggettivamente indifendibile, non solo per aver sposato una bambina di 12 anni solamente perché tanto in Africa si usava così (e ancora si usa), ma soprattutto per averlo raccontato nell’arco della sua vita intera con una punta di divertito compiacimento. Non voglio neppure entrare nel merito di come può un uomo, sano e proveniente dalla patria delle donne più belle del mondo, trovare gratificante coricarsi in un talamo con una creaturina infibulata e dal fisico più simile a un ragazzino che a una donna.

         La verità è che dei bambini non frega mai niente quasi a nessuno. Due adulti su tre sono troppo impegnati ad affermare sé stessi per preoccuparsi seriamente della loro stessa prole: lo vedo ogni giorno nella mia agenzia investigativa Octopus, occupandomi di affidamento minori in separazioni e divorzi.

         Quando la mia agenzia investigativa riceve incarichi internazionali come la localizzazione e l’esfiltrazione di bambini sottratti da uno dei due coniugi stranieri, la situazione è ancora più grave: padri e madri che trascinano i loro figli in zone del mondo adatte solamente a mercenari e trafficanti, sradicandoli dalla loro vita in Italia.

Padri e madri che, giustificandosi con le tradizioni, vendono le loro figlie a vecchi schifosi e dalla sessualità disturbata per mero tornaconto economico.

         Penso che la sensibilità non si possa insegnare e, quando c’è, è l’unica in grado di annullare qualsiasi usanza barbara o tradizione schifosa.

Qualche tempo fa la mia agenzia investigativa ricevette l’incarico di esfiltrare una preadolescente promessa in sposa a un vecchio riccone di un paesino sperduto in nord Africa. Nonostante quel tipo di matrimonio fosse ormai considerato illegale da anni, i detective della mia agenzia investigativa ricevettero più aiuto dalla popolazione locale (considerata arretrata) che dalla polizia della città vicina.

         I miei detective ed io siamo spesso costretti ad assistere a situazioni agghiaccianti giustificate dalla tradizione e non direttamente collegate col caso di cui ci stiamo occupando. Si tratta sempre di oppressione sui più deboli, siano essi bambini, donne, uomini, persone anziane o animali. Qualche volta riusciamo a contrastarle, altre volte non possiamo farci nulla, ma se scoprissi che un collaboratore della mia agenzia investigativa si è adeguato allo schifo, perché tanto è previsto per tradizione, penso che lo licenzierei in tronco per non dire di peggio.