La religione è l’oppio dei popoli, ma per le donne spesso è (o è stata) una droga pesante.


L’agenzia investigativa Octopus svolge indagini internazionali dal 1988, interagendo con culture molto differenti tra loro. È intollerabile come un certo tipo di islam tratti le donne.

L’agenzia investigativa Octopus svolge indagini internazionali dal 1988, interagendo con culture molto differenti tra loro. È intollerabile come un certo tipo di islam tratti le donne.

A circa due mesi dalla sua liberazione Silvia Romano è sempre più salda nella sua fede islamica; c’era da aspettarselo dopo più di un anno e mezzo di prigionia in Somalia presso jihadisti di Al-Shabaab, affiliati ad Al Qaeda. Del resto persino la fierissima tigre perde le proprie sicurezze se vigliaccamente picchiata sin da giovanissima per poterla sfruttare negli spettacoli circensi.

In casi simili la tempestività è tutto. Un po’ come quando un genitore italiano si rivolge alla mia agenzia investigativa Octopus per recuperare la prole sottratta dall’ex-coniuge straniero e portata all’estero. La mia iniziale preoccupazione è di capire se il mio cliente riuscirà facilmente a recuperare il rapporto coi figli sottratti o invece eseguiremo semplicemente un “contro-rapimento” di perfetti estranei e per di più ostili, a causa del tempo trascorso e dell’alienazione genitoriale praticata dalla controparte. Talvolta si recupera fisicamente il figlio, ma la sua mentre resta altrove e trascorrono anni prima di elaborare gli eventi.

         Fortunatamente Silvia Romano adesso è felice. Perseguitata da una banda di non-giornalisti, che hanno scritto e detto stupidaggini inimmaginabili su di lei pur di rendersi interessanti alle masse, ma felice. Ed è questo quello che conta.

         Quanto al rapporto tra l’Islam e le donne, per me è sempre stato un mistero di come queste possano abbracciare una religione così anti-femminile da rasentare la misoginia. Silvia Romano ultimamente sostiene che il velo sia simbolo di libertà; si: libertà di poter rimandare uno shampoo.

Qualche anno fa, per conto di un cliente della mia agenzia investigativa vittima di insider trading, eseguivo una sorveglianza in un lussuoso albergo di Dubai: tenevo d’occhio l’area piscina dove poi avvennero gli incontri incriminanti.

Durante l’attesa era penoso vedere allegre famigliole di ricconi islamici a bordo piscina. Per quanto ne so erano allegre almeno a metà, perché, mentre era possibile vedere i mariti che si godevano il sole in costume da bagno insieme ai figli maschi, le rispettive moglie e figlie preadolescenti femmine erano costrette sotto gualdrappe nere a servire gli altri familiari.

         La maggior parte dei recuperi di giovinette adolescenti o preadolescenti sottratte da padre islamico, di cui si è occupata la mia agenzia investigativa Octopus, sono serviti a scongiurare i loro prematuri matrimoni, più simili a vendite all’asta al miglior offerente che a nozze. Matrimoni sciagurati e ingiustificabili non solo per chi abbia un minimo di sentimento paterno verso la propria figlia, ma anche per qualsiasi estraneo con un po’ di empatia e buon senso.

         Ogni volta che la mia agenzia investigativa Octopus si occupa di violenza domestica da parte di islamici è un po’ come avere a che fare con un serial killer: nessuna remora e nessun rimorso a trattare la propria moglie o figlia come cose di cui disfarsi, quando non corrispondono a farneticanti requisiti di onorabilità e obbedienza. D’altra parte queste forme deliranti di maschilismo islamico sovente sono perorate anche dalle donne di stessa fede.

Si potrebbe pensare che il maschio di specie umana sia più furbo della femmina. Personalmente, invece, penso che questo inspiegabile ritardo della donna nel capire quando è manipolata dall’uomo dipenda dalla sua predisposizione naturale ad ascoltare e adattarsi ai figli. Ciò nondimeno è penoso vedere donne manifestare (intabarrate) in favore dell’islam insieme a imam che le considerano impure, inferiori e sacrificabili.