Mascherina no, mascherina si.


La pandemia di covid-19 sconvolge a tal punto le abitudini sociali che molti preferiscono rischiare la vita per non rinunciarvi, il problema è che trascinano con sé i propri congiunti, per dirla in “decretese”.

La pandemia di covid-19 sconvolge a tal punto le abitudini sociali che molti preferiscono rischiare la vita per non rinunciarvi, il problema è che trascinano con sé i propri congiunti, per dirla in “decretese”.

Il nostro governicchio d’incapaci e analfabeti di ritorno ha ripristinato l’obbligo di indossare la mascherina anti-coronavirus, ma solamente dalle 18 del pomeriggio alle 6 della mattina e soltanto in zone dove siano presenti assembramenti o questi si possano formare repentinamente. È forse una delle decisioni più sagge prese dall’inizio della pandemia. Qualche decerebrato (o forse più di qualcuno) ha ironizzato sul fatto che il covid-19 sia letale solo dalle 18 alle 6, dimenticando che quella fascia oraria non si riferisce alla diffusione epidemiologica del coronavirus ma a quella degli imbecilli.

Intendiamoci: non sono amante della mascherina, la trovo fastidiosa da indossare, appena posso me ne libero e penso che solamente gli ipossifiliaci le apprezzino. Per di più travisano l’aspetto dei sorvegliati e i detective della mia agenzia investigativa Octopus faticano a riconoscere le persone durante i pedinamenti. Tuttavia è l’unico baluardo alla diffusione del virus. Anche se non è rassicurante sapere che dai tempi della Spagnola, dopo più o meno un secolo di progressi medico-scientifici, l’unica risposta alla pandemia sia un decimetro quadro di tessuto e il distanziamento sociale. Però trovo ancora più demenziale che molti non comprendano neppure il valore di queste misere protezioni.

Da titolare di agenzia investigativa ho potuto constatare sin dagli albori della pandemia di coronavirus questo atteggiamento ottuso e irresponsabile: il covid-19 non ha fermato neppure durante il lockdown le infedeltà matrimoniali, il sesso promiscuo e quello a pagamento. Come per l’AIDS, diffusosi quando ancora non avevo un’agenzia investigativa mia ma collaboravo con alcune agenzia investigative di Milano, una consistente quota di popolazione (più stupida che coraggiosa e più incosciente che libera) ignorava il problema e non usava il preservativo. Ricordo a quei tempi più d’una o d’un cliente dell’agenzia investigativa infettata o infettato dal partner che scoprivo infedele.

Quando recentemente a metà luglio sono state riaperte le discoteche, molti sospetti fedifraghi sorvegliati dalla mia agenzia investigativa Octopus vi si sono riversati come drogati in astinenza, e i miei detective dietro a filmarli. Rivedendo i video mi sono subito accorto che, a differenza dei bar, ristoranti e altri esercizi simili non fosse facile gestire la clientela in sicurezza, ma soprattutto che nessuno si era preso la briga di farlo seriamente.

Non ho ancora sentito di clienti della mia agenzia investigativa infettati di Covid-19 dall’amante del partner, ma penso che sia solamente questione di tempo. Tuttavia recentemente mi è già capitato di una signora che ha tradito il marito, dicendogli di doversi occupare della madre, e invece era andata all’estero in gran segreto con l’amante. Questa furbacchiona al suo rientro in Italia, oltre che dalle foto e dai video dell’agenzia investigativa è stata inchiodata da un imprevisto obbligo di tampone e quarantena.