La guerra tra politici e burocrati è una guerra tra poveracci.


La guerra tra politici e burocrati è una guerra tra poveracci.

La guerra tra politici e burocrati è una guerra tra poveracci.

Quando esplose tangentopoli nel 1992 non ne fui sorpreso. Avevo aperta da soli quattro anni la mia prima agenzia investigativa Octopus in provincia di Bergamo, ma da tempo, avendo collaborato con numerose agenzie investigative di Milano, conoscevo bene la storia di un detective privato molto famoso e titolare di agenzia investigativa in Milano, il quale (per meri interessi di partito e personali) già nei primi anni settanta aveva tentato di smascherare la corruttela dei nostri politici con le intercettazioni telefoniche (allora consentite). Costoro si accordarono all’istante e all’unisono nel dichiarare illegali (con effetto retroattivo!) le intercettazioni. L’investigatore privato dovette espatriare, vivendo da esule alcuni anni prima di poter tornare in Italia.

Dopo tangentopoli del 1992 si è innescata una guerra sotterranea che dura da anni e che vede i politici contrapposti ai burocrati. È una guerra tra poveracci in cerca di sempre maggiori privilegi e benefici economici personali.

Il caso esploso sull’aumento dello stipendio del Presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, è solamente la punta dell’iceberg di questo conflitto sotterraneo. E purtroppo io ho potuto vedere l’intero iceberg. Mi è stato possibile non perché sia un fine analista politico o un valido giornalista indipendente (che in Italia sembrano estinti), ma perché molte mogli della “casta” si rivolgono alla mia agenzia investigativa Octopus per la separazione e per i relativi accordi economici: è impressionante il numero di mascalzonate che una donna riesce a sapere sul marito durante il matrimonio e che riferisce segretamente al proprio investigatore privato (e al proprio avvocato) in fase di separazione o divorzio.

         Del resto, è risaputo che “mani pulite” fu in qualche modo innescata o accelerata dalla disputa sugli alimenti divorzili non pagati da Mario Chiesa (quello del Pio Albergo Trivulzio) all’ex-moglie Laura Sala. La mia agenzia investigativa non ha avuto quest’ultima come cliente, ma molte altre come lei. Con tutte la domanda è sempre stata la stessa: denunciare, facendo la fine di Sansone e i filistei sotto il crollo di uno scandalo, o pazientare, sperando nella ragionevolezza dell’ex-marito per un sostegno economico adeguato. Tutto questo sullo sfondo dello schifo di quello che riesce a fare la nostra classe dirigente pur di mantenere potere e denaro.

         Detto in maniera molto semplice e sintetica (prima che insorgano conati di vomito): durante la prima repubblica i nostri politici erano riusciti a controllare impunemente enormi flussi di denaro e accedervi facilmente, placando i loro famelici appetiti. Dopo le inchieste di tangentopoli costoro hanno dovuto ammettere al loro turpe banchetto anche i burocrati, coi quali oramai sono in eterna concorrenza. Roba da far rimpiangere la dignitosa necessità delle guerre tra poveri.