Aiutati, che il WEB t’aiuta.


Alla mia Agenzia Investigativa si rivolgono sempre più clienti scottati dal WEB: truffe on-line, avvenenti signore e giovanotti a caccia di dote o quanto meno di esose marchette, estorsioni, fishing, predatori di adolescenti e via dicendo.

Tuttavia il WEB rappresenta, contemporaneamente, una grande risorsa proprio per evitare tutte le insidie summenzionate. Basta avere un po’ di metodo.

Mettiamo che qualcuno vi proponga un grosso affare, dandovi il suo biglietto da visita. Come consiglio spesso ai clienti della mia Agenzia Investigativa, googolate nome e cognome del nuovo conosciuto, virgolettato e non.

E ancora: sul biglietto da visita ci sarà un numero di telefono, che potete inserire anch’esso in Google, scritto di seguito o con i dovuti spazi con cui si scandiscono i numeri telefonici. Queste googolate di misteriosi numeri di telefono trovati nelle rubriche, hanno permesso a decine di clienti della mia Agenzia Investigativa di scoprire, dietro a recapiti di rispettabili dottori o professori inventati, le squillo frequentate dai mariti.

Lo stesso fate con l’indirizzo e-mail e qualsiasi altro recapito compaia sul biglietto. Procedete con calma, incrociando le parole chiave con i dati in vostro possesso. Se, per esempio, sospettate che qualcuno sia un truffatore, aggiungete al suo nome le parole: truffa, arresto, denuncia, raggiro, ecc.

Orami non è molto difficile domiciliare una società a un indirizzo fasullo, perché con Street View s’impiegano dieci secondi a capire se c’è un condominio popolare, dove qualcuno millanta uno stabilimento. Street View e le attività dei comitati di quartiere postati in rete sono molto utili anche quando si sta per acquistare casa.

Quando sul biglietto da visita dell’uomo d’affari suddetto c’è indicazione di un sito internet dalla grafica ridondante, voi andate a vedere chi è l’intestatario e l’amministratore del sito e su questi ultimi nomi ri-googolate tutto da capo.

Poi, se il vostro nuovo contatto è presente nei Social, è difficile non gli sia sfuggito qualcosa sufficiente da guastarsi la privacy, basta avere pazienza nelle ricerche. Recentemente gli specialisti della mia Agenzia Investigativa hanno identificato e localizzato uno stalker in rete, perché il furbacchione a 18 anni era stato così orgoglioso di aver ottenuto la patente di guida da averla addirittura esibita in un post, pubblicando tutti i suoi dati anagrafici.

Per tracciare delinquenti esperti di navigazione in rete, bisogna fare come quando si braccano i criminali seriali: analizzare le loro prime esperienze, quando ancora commettevano errori e imprudenze.

Ma anche nel caso in cui il soggetto sia stato sempre molto prudente, c’è quasi sempre un suo amico che parla… o meglio, in questo caso: che pubblica e tagga troppo. Un marito di una mia cliente, moroso da anni dell’assegno di mantenimento per la prole, mesi fa fece l’errore di invitare alcuni amici sul suo yacht cabinato. Tra essi c’era un patito di Instagram. Non ci fu bisogno neppure di muoversi dall’Agenzia Investigativa: aveva fotografato e pubblicato persino i bagni del prestigioso natante, con tanto di ringraziamenti all’ospite, menzionato per cognome e nome.

Internet può essere un nemico insidioso degli ingenui, ma è anche uno dei migliori amici dell’Investigatore Privato.