Infedeltà aziendale e slealtà tra soci: il POV dell'investigatore privato

L’infedeltà aziendale e la slealtà dei dipendenti e collaboratori riguarda tutti quei comportamenti scorretti che minano il rapporto di fiducia col datore di lavoro, causando danni d’immagine ed economici all’azienda.

L’infedeltà aziendale e la slealtà dei dipendenti e collaboratori riguarda tutti quei comportamenti scorretti che minano il rapporto di fiducia col datore di lavoro, causando danni d’immagine ed economici all’azienda.

I principali casi di infedeltà aziendale

L’agenzia investigativa Octopus si occupa dal 1988 di infedeltà aziendale e slealtà dei dipendenti; in più di trentacinque anni di investigazioni aziendali i detective privati Octopus hanno affrontato migliaia di casi di infedeltà e slealtà aziendale, che sono riconducibili principalmente alle 7 seguenti tipologie di comportamenti:

1. Il dipendente diffama l’azienda per cui lavora, parlando male dei suoi proprietari e rappresentanti, nonché del marchio e della qualità produttiva.

Questa condotta può avere due motivazioni principali:

  • Per le ragioni più diverse, il dipendente cova rancore nei confronti dei suoi superiori, pertanto la diffamazione è fine a sé stessa. Questa forma di diffamazione aziendale rancorosa ultimamente si concretizza spesso in rete, attraverso commenti su forum, social, ecc.

  • Oppure, il dipendente pratica concorrenza sleale e sviamento di clientela, pertanto la diffamazione è funzionale a incoraggiare clienti e fornitori dell’azienda denigrata ad abbandonarla.

2. Il dipendente pone in essere comportamenti ingiustificati o azzardati che potrebbero, anche solo potenzialmente, mettere a repentaglio la sicurezza e la proprietà intellettuale dell’azienda.

Ad esempio la Cassazione (25147/2017) ha confermato la legittimità di un licenziamento per giusta causa di un dipendente che, senza particolari motivi, aveva copiato su una chiavetta USB i dati dell’azienda dove lavorava.

In altri casi la mia agenzia investigativa Octopus si è occupata di dipendenti licenziati per aver usato i device aziendali per navigare online in siti non sicuri o semplicemente astrusi dalle loro mansioni lavorative; hanno tutti perso i ricorsi per venire reintegrati.

Per prevenire questi comportamenti e poterli censurare adeguatamente, è raccomandabile emanare regolamenti aziendali e comunicarli a tutti i dipendenti, conservando copia delle comunicazioni.

3. Il dipendente si licenzia per andare a svolgere un lavoro analogo in aperta e sleale concorrenza col suo precedente datore di lavoro.

Qualsiasi dipendente è libero di trovarsi un altro lavoro e di trovarselo nell’ambito in cui ha maggiore esperienza, pertanto l’illecito si consuma solamente quando il dipendente ha firmato un patto di non concorrenza e quando trasferisce illecitamente know-how coperto dalla normativa sulla proprietà intellettuale alla nuova azienda dove viene assunto.

4. Il dipendente, pur rimanendo assunto presso un’azienda, si dedica a una seconda attività in aperta e sleale concorrenza col suo datore di lavoro.

Anche in questo caso la condotta è più facilmente censurabile in presenza di un contratto di non concorrenza sottoscritto e di prove raccolte dall’investigatore privati sul furto di know-how aziendale coperto da riservatezza.

5. Il dipendente, per denaro o per amore o per sesso o per ripicca o per ingenuità o perché ricattabile, svela segreti aziendali e know-how all’esterno, favorendo illecitamente spie industriali o competitor privi di scrupoli.

6. Per le stesse motivazioni di cui sopra (ingenuità a parte), il dipendente infedele commette atti di sabotaggio aziendale per fermare la produttività della ditta dove lavora, su incarico di un concorrente sleale.

7. L’ex-dipendente, divenuto concorrente, tenta di stornare il personale del suo precedente posto di lavoro.

Affinché lo storno di dipendenti da un’impresa configuri profili di concorrenza sleale (Art. 2598 n. 3 Codice Civile) bisogna che l’investigatore privato riesca a comprovare l’animus nocendi di chi c’è dietro all’azienda stornante, cioè la sua volontà di danneggiare il concorrente al di là della legittima attività concorrenziale di mercato.

Inoltre si devono verificare almeno qualcuna di queste condotte:

  • Il concorrente storna personale particolarmente qualificato e formato, e difficilmente sostituibile.

  • Lo storno dei dipendenti è sistematico e arreca danni allo svolgimento ordinario delle attività dell’azienda stornata.

  • Lo storno di personale ha arrecato contrazioni di fatturato.

  • L’azienda stornante induce i lavoratori stornati a violare gli obblighi di riservatezza e non concorrenza.

  • Lo storno di personale è realizzato tramite diffamazione e denigrazione dell’azienda stornata, oppure avendo accesso a dati aziendali riservati.

Come prevenire l’infedeltà aziendale e la slealtà dei dipendenti

Il mio primo consiglio è di creare e preservare un ambiente di lavoro positivo, motivando i dipendenti e facendoli sentire apprezzati.

Sembrerebbe una banalità, ma non avete idea di quanti casi di sabotaggio aziendale, storno di personale e concorrenza sleale si sia occupata la mia agenzia investigativa Octopus dove tutto ha avuto inizio da una mancata promozione, da una ricollocazione inadeguata, da dissidi aziendali interni, da superiori e direttori incapaci o dispotici, e persino da rimostranze inascoltate su mobbing e molestie sul lavoro.

È sbagliato considerare l’azienda come una famiglia e i dipendenti come figli, ma non bisogna sottovalutare le implicazioni sociologiche relative a gruppi di persone che lavorano insieme.

Durante le sue indagini aziendali l’investigatore privato deve considerare le implicazioni sociologiche relative a gruppi di persone che lavorano insieme.

Durante le sue indagini aziendali l’investigatore privato deve considerare le implicazioni sociologiche relative a gruppi di persone che lavorano insieme.

In secondo luogo il datore di lavoro non deve sottovalutare l’importanza della sottoscrizione di patti di non concorrenza e dell’obbligo di riservatezza aziendale da parte del personale.

Gli accordi di riservatezza (NDA – Non Disclosure Agreement) devono contenere la data di scadenza, l’indicazione degli argomenti che si intendono tutelare, cioè know-how aziendale, informazioni economico-finanziarie non pubblicate in bilancio, liste clienti e piani commerciali, ecc. e i motivi per cui ne viene inibita la documentazione.

In ogni modo i patti vanno ben studiati da avvocati specializzati e fatti sottoscrivere dal dipendente alla sua assunzione.

In terzo luogo è consigliabile sottoporre i dipendenti a un regolamento interno per inibire comportamenti irresponsabilmente o ingenuamente pericolosi e per stigmatizzare meglio il dolo da parte di dipendenti infedeli.

Come combattere l’infedeltà aziendale e la slealtà dei dipendenti

Nel momento in cui i vertici aziendali sospettano l’infedeltà da parte di un dipendente, è consigliabile che il datore di lavoro prenda i seguenti provvedimenti senza commettere l’errore di svelare i propri sospetti prematuramente:

  • Cercare le prove dell’infedeltà aziendale in azienda, controllando gli accessi al sistema informatico e i dati consultati o trattati, verificando gli accessi fisici nei locali aziendali, andando a parlare con fornitori o clienti che potrebbero lasciarsi sfuggire qualcosa, ecc.

  • Interrompere i possibili danni da infedeltà aziendale, ricollocando o affiancando il sospettato per metterlo in condizioni di non nuocere, facendo molta attenzione a non insospettirlo.

  • Incaricare l’investigatore privato di ottenere le prove dell’infedeltà e individuare le connivenze tra dipendenti, fornitori, clienti e aziende concorrenti.

Come interviene l’agenzia investigativa Octopus nei casi di infedeltà aziendale e la slealtà dei dipendenti

L’investigatore privato incaricato d’indagare su un caso di infedeltà aziendale deve operare per gradi e su più livelli:

  1. Innanzitutto deve stabilire il movente del comportamento sleale, che nel 70% dei casi è di tipo economico e nel restante 30% è personale, dovuto a contrasti e rancori tra i dipendenti verso i superiori o la proprietà. In caso propendano per il movente economico, gli investigatori privati dell’agenzia investigativa Octopus svolgono accertamenti patrimoniali e finanziari sui sospettati; se, invece, ipotizzano il movente personale, approfondiscono aspetti comportamentali e relazionali dei dipendenti presunti infedeli. Non mancano i casi in cui coesistono entrambe le motivazioni: il dipendente si sente defraudato dall’azienda e la “tradisce” per rientrare di somme che considera sue di diritto. Le indagini sui dipendenti vengono eseguite dall’agenzia investigativa Octopus nel pieno rispetto dello Statuto dei Lavoratori per sortire prove valide in Giudizio e inattaccabili in Aula.

  2. In secondo luogo i detective privati Octopus sorvegliano il sospettato d’infedeltà aziendale, per comprovare le sue condotte sleali e per conoscere i suoi complici e connessioni attraverso appostamenti, pedinamenti e monitoraggi satellitari. Quest’attività, apparentemente semplice sotto il profilo giuridico, viene svolta con particolare attenzione al trattamento dei dati sensibili dei dipendenti sospettati e allo Statuto dei Lavoratori, affinché non vengano commessi abusi.

  3. Talvolta gli appostamenti e i pedinamenti non bastano, pertanto l’agenzia investigativa Octopus organizza attività d’indagine sotto copertura con i suoi collaboratori esperti in infiltrazioni investigative. Quest’attività deve essere attentamente pianificata per non infrangere la Legge sulla Privacy e altre norme che inficerebbero la validità delle prove raccolte.

In base ai casi trattati dall’agenzia investigativa Octopus, il 70% dei dipendenti che agiscono slealmente nei confronti del loro datore di lavoro ha movente economico.

In base ai casi trattati dall’agenzia investigativa Octopus, il 70% dei dipendenti che agiscono slealmente nei confronti del loro datore di lavoro ha movente economico.

Slealtà tra soci: furto, concorrenza sleale e sfruttamento

La slealtà tra soci è lo scenario più frequente che l’agenzia investigativa Octopus deve affrontare in materia di infedeltà aziendale.

Inoltre è la condotta più dannosa da sopportare per qualsiasi attività; infatti, il socio è in possesso di molte più informazioni e dispone di un potere molto più grande di qualsiasi dipendente.

I soci di società di persone, quelli con cariche e responsabilità amministrative e gli amministratori sono gli unici ad essere vincolati dal divieto di aprire attività in concorrenza con la loro impresa nella quale sono già interessati.

Anche in questo caso la prevenzione è tutto, poiché il socio di capitali può entrare in un’altra attività in concorrenza a meno che lo Statuto Societario dell’impresa di cui fa parte non glielo vieti espressamente, pena l’estromissione.

Quando mancano divieti nello Statuto Societario, pertanto il socio investe e si occupa di attività in concorrenza apparentemente in regola, resta l’interrogativo se questi riesca a gestire le due posizioni senza commettere slealtà e scorrettezze, come utilizzare il know-how di un’azienda a beneficio dell’altra o stornare i dipendenti della prima a favore della seconda.

La prevenzione e i primi accertamenti da parte del diretto interessato sul socio sospettato di slealtà sono molto simili nelle modalità alle tutele adottate contro l’infedeltà dei dipendenti. E così pure sono simili i metodi d’indagine dell’agenzia investigativa Octopus di Cassano d’Adda.

La slealtà tra soci è lo scenario più frequente che l’agenzia investigativa Octopus deve affrontare in materia di infedeltà aziendale.

La slealtà tra soci è lo scenario più frequente che l’agenzia investigativa Octopus deve affrontare in materia di infedeltà aziendale.